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Archivio Storico del Comune di Monreale
 
La prima notizia ufficiale che abbiamo circa l’Archivio comunale di Monreale risale a poco dopo il 1820, si tratta di una lettera del Sindaco d’allora che riferisce di un "grande archivio antico (…) situato in una stanza a mezza scala della Casa comunale, e quello insieme della Grande Corte Arcivescovile (…)”. Nella stessa missiva si legge: “(…) La scrittura suddetta (…) rimase tutta confusa oltre dal danno che la medesima soffrì, pel trasporto da un luogo all’altro e poi da questo al suo primo sito”. Questa lettera è importante perché qui per la prima volta, o fra le prime, si esprime la volontà di separare le carte d’archivio, cioè quelle di proprietà del Comune da quelle di proprietà dell’Arcivescovo, che si trovano ancora ammassate senza ordine “lasciando nell’archivio tutta quella che possa appartenere al Comune, e restituendo all’Arcivescovo quella che riguarda lo Spirituale”. L’Intendente della Valle di Palermo accetta la proposta del Sindaco, che vuol quantificare la spesa invitando l’Arcivescovo a concorrervi.
 
Purtroppo questa volontà rimane lettera morta, infatti nel 1850 un Decurione di Monreale (un odierno Consigliere comunale), con un suo rapporto all’ Intendenza della Valle di Palermo, provoca la lavata di capo che l’Intendente rivolge al Sindaco: “(…) in una stanza sottoposta alla Casa comunale esistono fin dal 1820 a questa parte, confusamente riposte delle carte in gran parte inutili e logore dalla vetustà sottratte dall’incendio accaduto in quell’epoca e siccome sulle stesse ne conserva il diritto la Corte e l’altra dal Cancelliere comunale. Per conseguenza non possono le cennate carte da quel luogo muoversi senza il consenso reciproco della Comune e della Corte e che per ordinarsi bisogna una gran spesa ed un lungo corso di tempo, senza nessun profitto, pella inutilità delle carte, se ciò avrebbe giovato certamente la Corte arcivescovile non sarebbe stata si lungo tempo in silenzio pell’ordinamento suddetto”. Ben poche parole occorrono per ragionare sul discorso fatto a proposito delle carte inutili e logore dell’archivio congiunto, che da sole mostrano come sia stata piena di traversie e complicazioni l’esistenza di questo archivio.
Nel 1852 il Vicario Capitolare della Curia monrealese propose nuovamente, al Luogotenente Generale del Regno delle Due Sicilie, una sistemazione dell’archivio con la separazione delle carte, perché questo “contener deve monumenti interessanti e preziosi”, incaricando di separare le carte corrose o inutili da quelle parzialmente o del tutto utili, proponendone anche una classificazione. Dopo un paio d’anni il lavoro è comunque sospeso e nulla di concreto viene realizzato.
La situazione non cambia di molto, riguardo le politiche di conservazione dell’archivio nemmeno con l’avvento dell’Unità d’Italia, e la nuova Amministrazione provvede solo saltuariamente ad opere di restauro dei locali e con qualche armadio nuovo.
L’abbandono dell’archivio era sempre massimo e le autorità del tempo non erano certo molto ben disposte verso la sua cura.
Così nel maggio 1897 il Regio Commissario scrive di “vendere le vecchie carte” ritenute inutili. Però già pochi anni dopo, un altro Regio Commissario delibera un nuovo riordino dell’archivio affidandolo a Giovanni Diaconia per “riordinare le carte appartenenti all’antico archivio comunale di Monreale, le quali risalgono in parte alla prima metà del secolo XVI”.
Nello stesso anno il Commissario affida un incarico al canonico monrealese Gaetano Millunzi, già riorganizzatore dell’archivio della Mensa nonché studioso della storia della Rocca normanna. Millunzi offre al Commissario un locale all’interno della sede della Mensa e dopo decenni riuscì a separare e radunare tutte le carte (o almeno quelle non distrutte) di proprietà della Corte arcivescovile. Queste carte poi furono sistemate al piano terra dell’arcivescovato e oggi costituiscono la parte più antica dell’Archivio diocesano di Monreale.
Nel 1909 le carte rimaste in potere dell’autorità comunale sono oggetto del lavoro di una Commissione che deve provvedere allo “scarto", senza che però si abbia alcuna traccia di questo lavoro.
Nel 1929 l’Archivio comunale è nel caos e molta “carta” è consegnata alla Croce Rossa italiana, che aveva istituito per beneficenza l’Azienda Autonoma rifiuti d’Archivio. Il prefetto di Palermo, Cesare Mori, sollecita i Comuni del circondario affinché aderiscano alle raccolte della CRI, contribuendo con gli scarti d’Archivio. Anche se inizialmente il Comune non ottempera a questa direttiva, deve poi adeguarsi.
Sempre nel 1929, l’archivista Mammina ci rende nota la situazione dell’archivio comunale “(…) tante carte preziose dalle situazioni delittuose in cui erano state abbandonate per anni, nel disordine, nella polvere, nella sporcizia, nell’umidità distruttrice dei locali adibiti per la bisogna, alla felicità dei topi che vi avevano installati i loro nidi e facevano scempio delle carte. Mucchi di carte ammassate che facevano pensare ad un cimitero di guerra”.
Mammina, nel 1939, prende per mano l’archivio e lo salva prelevandone i documenti dai vecchi locali infestati dai topi e lo trasporta in nuovi locali, presso la Casa comunale. Qui opera un minimo scarto e divide tutte le carte, istituendo un archivio di deposito contenente gli atti più moderni per l’uso amministrativo. Invece gli atti anteriori alla costituzione del Regno d’Italia sono accuratamente puliti e conservati nell’interesse degli studiosi. Così nasce il primo vero nucleo del futuro Archivio Storico di Monreale.
Nel 1963 Giuseppe Schirò, per incarico dell’Amministrazione comunale, riordina la parte di archivio che è stato possibile recuperare dai locali del 1939, sepolta dai registri della ragioneria comunale. Queste carte sono tutte antecedenti al 1900, in seguito trasferite e riordinate senza operazioni di scarto.
Nel 1994, una deliberazione di Giunta affida a Giuseppe Schirò l’incarico per il riordino della parte più antica di quella documentazione che oggi forma l’Archivio Storico Comune.
Nel 2003 Schirò, coadiuvato dagli operatori dell’Archivio Storico, completa il lavoro del 1994 con la catalogazione e il riordino di una nuova parte dei documenti prodotti dal Comune dal secondo dopoguerra in poi.
Sempre Schirò nel 2006, ancora coadiuvato dagli operatori dell’Archivio Storico, su incarico della Sopraintendenza Archivistica della Regione siciliana, cataloga e riordina tutta la documentazione che dal XVI secolo fino al 1990 viene prodotta dall’Ospedale S. Caterina di Monreale.
Nel 2012 l’Archivio Storico Comunale di Monreale è stato intitolato alla memoria di Giuseppe Schirò.
Attualmente è ancora in corso il lavoro di catalogazione e riordino dei documenti.
 
Per ulteriori approfondimenti storici, tecnici e per la consultazione online del patrimonio documentario dell’ Archivio Storico: http://www.ascm.somee.com
 
 



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